
Ogni individuo, nella propria esistenza, sperimenta la sofferenza del distacco con figure di riferimento affettivamente importanti.
Ciascuno di noi è dotato, fisiologicamente e psicologicamente, di risorse per attraversare questo momento, che con il passare del tempo, diventa via via meno doloroso con sfumature emotive differenti rispetto alle fasi immediatamente vicine alla perdita.
Non c’è un tempo stabilito che possa fare riferimento al processo di elaborazione, in quanto ogni persona qualitativamente e quantitativamente, sperimenta il vissuto del lutto in maniera completamente differente.
Queste differenze possono dipendere da variabili individuali e dal tipo di lutto che si sperimenta ed è per questo che bisogna tenere in considerazione diversi fattori:
– Una perdita improvvisa può generare uno shock emotivo che in altri casi non si riscontra e che determina un processo di elaborazione talvolta più complesso.
– È importante considerare l’investimento affettivo e il legame fra le persone coinvolte.
– Lo stile di attaccamento che ciascuno sviluppa durante le fasi della crescita (una persona con attaccamento insicuro ad esempio potrebbe avere più difficoltà di altri nell’accettare la perdita)
– Quanto la persona viva e si confronti in un tessuto sociale nutriente e accogliente che gli consenta di appoggiarsi in una fase della vita cosi difficile.
Si può considerare “lutto patologico” quando la persona non riesce ad accettare l’ineluttabilità dell’evento e quando il ricordo doloroso associato ad esso è talmente intrusivo da comprometterne la buona qualità della vita.
La psichiatra Svizzera Kubler Ross identifica 5 fasi dell’elaborazione del lutto:
1- Negazione e rifiuto: la persona sembra vivere una sorta di scollamento dall’esame di realtà continuando a comportarsi e pensare quasi come se la persona scomparsa sia ancora viva.
2- Rabbia: La persona non sopporta l’idea della perdita e tende a direzionare la propria aggressività all’esterno (verso i medici che non hanno fatto abbastanza, verso il defunto stesso, la società etc) oppure verso se stessi ( ci si colpevolizza per non aver fatto abbastanza, per non essere stati presenti, etcc).
3- Fase della contrattazione: la persona comincia a riconsiderare in una maniera più congrua e funzionale i vissuti emotivi legati alla perdita e si avvia verso una più consapevole accettazione.
4- Depressione: la persona entra in pieno contatto con la tristezza della perdita e la consapevolezza che la morte determina la fine del legame.
5- Accettazione: la persona fa i conti con l’assenza della persona amata e ristruttura piano piano la propria vita ritrovando un nuovo equilibrio.
È importante sottolineare che queste fasi non sono consequenziali e che non tutti vivono il lutto attraversando ciascuna di esse ( non tutti attraversano per esempio la fase della rabbia o della depressione).
Come affrontare un lutto?
In questi casi la psicoterapia rappresenta un buon contenitore all’interno del quale permettere alla persona, attraverso la relazione terapeutica, di attraversare le fasi del processo in totale libertà ed in linea con le proprie esigenze individuali. È infatti molto importante permettere a ciascuno di costruire una propria narrazione cognitiva ed emotiva relativa al lutto che sia scevra da ogni giudizio. Il primo passo è infatti quello di vivere, attraversare e accogliere il dolore piuttosto che evitarlo. Evitare il dolore è la reazione comprensibile alla perdita ma è anche il meccanismo che non consente di dare valore e dignità alla perdita stessa. La psicoterapia inoltre agevola un altro processo fondamentale che è quello di “parlare del lutto”. Una delle difficoltà maggiori infatti è proprio quella di permettersi di esprimere la sofferenza per la paura di rievocare ricordi spiacevoli o creare disagio nelle persone accanto a sé.
Nei casi in cui associato alla perdita si rilevi un trauma può essere utile integrare sedute di emdr per ristabilire equilibrio fra la sfera cognitiva, quella emotiva e corporea.
In molti casi può anche essere utile condividere l’esperienza del lutto all’interno di un gruppo di crescita in quanto l’ambiente gruppo consente alla persona di sentire il sostegno e la condivisione di cui ha bisogno, attingendo cosi in maniera più rapida alle proprie risorse interiori necessarie a superare le difficoltà legate alla perdita e fondamentali per riprendere il proprio percorso di vita in maniera più funzionale.